An all Italian Nobel Prize |
Un Premio Nobel tutto italiano

In March 1934 Fermi succeeded in an undertaking that had been deemed impossible. Using simple but ingenious equipment he discovered that some substances, when irradiated with neutrons, acquire beta type radioactive properties. Later, in October of the same year, he discovered that slowing down the neutrons, through layers of paraffin wax or water which have molecules rich in Hydrogen, can enormously enhance their ability to induce radioactivity. This discovery would have an exceptional scientific and technological impact.

Nel marzo del 1934 Fermi riesce in una impresa ritenuta impossibile. Usando una attrezzatura semplice ma ingegnosa, scopre che alcune sostanze, irradiate con neutroni, acquistano proprietà radioattive di tipo beta. Successivamente, nell'ottobre dello stesso anno, scopre che il rallentamento dei neutroni, attraverso strati di paraffina o di acqua, le cui molecole sono ricche di Idrogeno, può incrementare enormemente la loro capacità di indurre radioattività. Questa scoperta avrà un eccezionale impatto scientifico e tecnologico.


 

 



The Avellino logbook|
Il quaderno di Avellino

In this book, discovered in Avellino, Fermi made notes on all the operations carried out in order to discover radioactivity induced by neutrons, and consequent research, during the months of March and April 1934. The first element to show induced radioactivity was Aluminium. The corresponding measurements, taken on 20 March 1934, around lunchtime, are recorded on page 19. The book was amongst the papers of Oscar D’Agostino, the radiochemist who worked with Fermi, and it is held by the Foundation of the same name in Avellino.

In questo quaderno di laboratorio, ritrovato ad Avellino, Fermi ha annotato tutte le operazioni svolte ai fini della scoperta della radioattività indotta da neutroni, e delle successive ricerche, nel corso dei mesi di marzo e aprile 1934. Il primo elemento a mostrare radioattività indotta è l’Alluminio. Le corrispondenti misure, effettuate il 20 marzo 1934, verso l’ora di pranzo, sono registrate a pagina 19. Il quaderno si trovava tra le carte di Oscar D’Agostino, il radiochimico collaboratore di Fermi, ed è conservato presso l’omonima Fondazione in Avellino.